Patrimonio culturale e artistico - Conservatorio di Musica Francesco Venezze Rovigo

CONSERVATORIO | Patrimonio culturale e artistico - Conservatorio di Musica Francesco Venezze Rovigo

Palazzo Venezze 

La famiglia Venezze, di cui si ha notizia fin dal 1332 quando Antonio è Console di Rovigo, acquisisce nel corso dei secoli una posizione di sempre più ampio prestigio nella città, culminante con la figura di Francesco Antonio, Podestà di Rovigo dal 1848 al 1864, il quale si adoperò con molta energia per abbellire la città con numerose opere pubbliche. A suo ricordo la figlia Maria Venezze Giustiniani lascerà il suo palazzo, sito nell’attuale Corso del Popolo 241, al Comune con il compito di eleggere in esso la sede di un’importante istituzione cittadina alla quale conferire la denominazione “Francesco Venezze”.
Pertanto, nel 1922, il Comune istituirà nel Palazzo Venezze il Liceo Musicale da cui scaturirà l’attuale Conservatorio.

Palazzo Venezze risale al 1715 (progettista Agostino Girotti) e può ornarsi di due pinnacoli che svettano sul tetto come segno di riconoscenza della città verso la famiglia Venezze le cui stanze di abitazione erano tutte al piano nobile. Pregevoli sono le finestre e porte contornate di pietra tenera di Vicenza lavorata con sagome settecentesche e lo scalone principale con balaustra e putti. 
In seguito alle varie destinazioni d’uso dopo il passaggio di proprietà al Comune di Rovigo il palazzo ha subito nel secolo scorso diverse trasformazioni funzionali e opere di restauro conservativo.

Attualmente Palazzo Venezze è occupato dagli Uffici di Direzione, Direzione amministrativa e Direzione di Ragioneria, dalle Segreterie didattiche, dagli Uffici Protocollo, Personale ed Economato e da aule destinate prevalentemente alle attività formative individuali e d’insieme di piccoli gruppi, grazie al ricco parco strumenti, in particolare pianoforti Steinway&Sons, Yamaha, Schimmel e Bechstein e due clavicembali, copie di strumenti antichi.

Il Salone del piano nobile, nel quale è collocato l’Organo Mascioni a tre manuali e pedaliera, è sede di concerti, conferenze ed esami di diploma accademico.
 

Biblioteca del Conservatorio

La biblioteca del Conservatorio di Rovigo è una biblioteca specialistica e offre a studenti, docenti interni e studiosi esterni un ampio patrimonio bibliografico di musica a stampa e letteratura musicologica aggiornati alle necessità didattiche, performative e di ricerca dei Conservatori di musica italiani.
Attualmente la Biblioteca aderisce al Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN).
All’atto dell’iscrizione lo studente è automaticamente registrato nel Sistema Bibliotecario della Provincia di Rovigo (SBP) tramite il sistema gestionale Fluxus e può usufruire di tutti i servizi connessi (prestito librario e degli strumenti musicali, ILL, accesso ai prestiti anche nelle 57 biblioteche del polo bibliotecario di Rovigo). L’opac del Conservatorio di Rovigo è liberamente consultabile all’indirizzo easyweb.sbprovigo.it e sull’opac nazionale SBN.

In Biblioteca sono conservati diversi fondi tra cui: fondo Marino Cremesini (composto da manoscritti, musiche a stampa, fotografie, lettere, programmi di sala e recensioni, diplomi e riconoscimenti); fondo Ferdinando Previtali (composto da diplomi e riconoscimenti, lettere, programmi di sala e recensioni che testimoniano l’intensa attività direttoriale internazionale del Maestro e i suoi rapporti con i principali musicisti italiani del Novecento storico); fondo Mirko Bononi (formato quasi esclusivamente da spartiti d’opera); parte del fondo Paolo Renosto. 
 

Auditorium MARCO TAMBURINI

La realizzazione dell’Auditorium del Conservatorio nel corpo di fabbrica del Palazzo già Vescovado, acquisito nel 1981 dal Comune di Rovigo e destinato alle attività didattiche del Conservatorio Venezze e dell’annessa scuola media, è stata condotta negli anni 2003-2009 con l’obiettivo primario di creare un’accogliente aula pubblica fruibile sia dal Conservatorio, sia dal Comune, per attività culturali a favore della città. L’Auditorium, nella sua nuova veste, è stato inaugurato lunedì 26 ottobre 2009. 

Da allora l’Auditorium è sede di numerose lezioni, conferenze, concerti e soprattutto è divenuto “sul campo” l’aula magna del Dipartimento Jazz del Venezze che in esso ha celebrato molte delle sue performance che lo hanno reso in pochi anni un rinomato centro specializzato nella didattica del jazz grazie soprattutto all’opera di Marco Tamburini, scomparso nella primavera 2015, alla cui memoria la sala è stata intitolata venerdì 10 maggio 2019 con lo scoprimento di un’artistica targa, opera della figlia Francesca.

A livello didattico in Auditorium si svolgono di norma le lezioni dei grandi insiemi, quali l’Orchestra Giovanile Venezze, il coro del Conservatorio, l’Orchestra di fiati, lo Young Venezze Ensemble, la Big Band e i gruppi d’insieme del Dipartimento Jazz e Pop. È inoltre sede di esami di diploma accademico.
 

Palazzo già del Vescovado 

La configurazione attuale del Palazzo risale al XVII secolo; risulta che nel 1608 il vescovo Girolamo Porcia ordini la ricostruzione dalle fondamenta del corpo di fabbrica centrale, prevedendo al pian terreno un porticato con archi ribassati; i due corpi di fabbrica laterali che delimitano il cortile sono probabilmente il risultato di adattamenti di costruzioni preesistenti. Sempre nel XVII secolo il vescovo Carlo Labia restaurò e ornò il Palazzo facendo costruire la scala a due rami occludendo alcuni archi del porticato. Nel 1942 il Vescovado si trasferisce nella nuova sede e l’edificio seicentesco viene venduto alla Banca d’Italia che lo destina ad uso residenziale; successivamente nel 1978 la Banca lo cede al Comune di Rovigo che nel 1981 realizza alcune modifiche per consentire l’attività didattica della scuola media e del Conservatorio. Con queste modifiche solo la cappella del primo piano ha mantenuto l’aspetto riferibile alle ricostruzioni volute dal vescovo Arnaldo Speroni degli Alvarotti nel 1788. La fontana e la scala esterna sono state rifatte su modello delle preesistenti nel 1986. 

Attualmente il Palazzo è sede delle due sezioni della Scuola Media Venezze convenzionata con il Conservatorio del quale ospita numerose attività didattiche soprattutto a livello di materie teoriche, compositive e storico-musicologiche, discipline del dipartimento fiati e di didattica e dei percorsi jazz e pop.
 

Chiesa di Sant’Agostino

Fu eretta nel 1588 dai padri eremitani di Sant’Agostino della Congregazione di Monte Ortone (Abano), fuori dalla porta omonima, accanto al piccolo convento completato nel 1528. Soppresso l’ordine agostiniano nel 1722 il vescovo Speroni acquistò l’area per erigervi il Seminario diocesano, conservando del precedente complesso solo la chiesa, che fu da lui restaurata e consacrata nel dicembre del 1784. Nel 1953 fu ampliata la zona absidale del coro, gli interni furono rivestiti con lastre di marmo rosso di Verona e fu costruita ex novo la cantoria. 
La chiesa di Sant’Agostino costituisce un significativo esempio di architettura polesana realizzato nel XVIII secolo, su preesistenze cinquecentesche, secondo formule baroccheggianti di origine ferrarese, esibendo allo stesso tempo proporzioni armoniose e soluzioni formali di peculiare eleganza. 
L’antico ed elegante campanile sorge sul lato sinistro della chiesa e svetta tra i tetti dell’abitato cittadino: inserito fra la muratura portante della chiesa medesima e le case di civile abitazione limitrofe, presenta pianta quadrata, il fusto con muratura non intonacata e tinteggiata, cuspide piramidale ottagonale in pietra con cornici lapidee aggettanti, cella campanaria intonacata e tinteggiata con quattro bifore (una per lato) e archetti a tutto sesto.

La chiesa, tuttora consacrata e di proprietà del Seminario, è stata sottoposta a restauro ai soli fini conservativi ed è stata affidata in comodato d’uso al Conservatorio con una cerimonia di riapertura tenutasi venerdì 27 marzo 2015.

È sede delle lezioni dei percorsi didattici di Musica elettronica e Composizione per la musica applicata alle immagini e, grazie all’importante parco di strumentazioni digitali ed elettroniche continuamente arricchito, si presta anche a essere luogo di registrazione audio-video.

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